“Questa è una frase di Andrea Falcetta, avvocato del foro di Roma, che prendo in prestito per rispondere a tutte quelle critiche alla scelta di diventare avvocato del genere “ma come fai a difendere un imputato pur sapendo che è colpevole?” oppure “ma come fai a difendere un imputato che scopri poi essere pedofilo?”
“..la funzione del Difensore non è infatti quella di perseguire un’assoluzione ad ogni costo, essendo assai più difficile, delicato ed essenziale il suo dovere, quello cioè di vigilare e battersi affinché l’imputato sia processato secondo le regole, e sia quindi giudicato all’interno di un processo giusto.”
E ancora
“Potrei raccontarle la storia di un uomo di 44 anni, Avvocato da 18 che avendo maturato, nel corso del processo, una consapevolezza diversa da quella iniziale in ordine alle effettive responsabilità del proprio cliente accusato di atti di libidine verso minori, e valutato che sulla base del quadro probatorio formatosi la misura della pena richiesta dal PM appare equa, si associa alle richieste dell’accusa in sede di conclusioni, e poi a sentenza emessa spedisce una raccomandata al cliente con indicati i termini per impugnare ed il contestuale invito ad eventualmente esercitare tale diritto rivolgendosi ad altro legale.”
Personalmente mi rispecchio nelle parole di questo Avvocato a cui mi ispirerò nell’esercizio della mia futura professione!
La frase è tratta da una lunga lettera con cui questo avvocato risponde alle affermazioni contro la categoria degli avvocati che il magistrato Bruno Tinti fa nel libro “Toghe Rotte”.














Tesoro,hai fatto benissimo a postare questi estratti di lettera,
MA.. per me,almeno,non cambia,anche per me che sono una..futura,spero,giurista.
..Ok,tutta la storia del giusto processo,della presunzione di non colpevolezza..
per carità,sono principi SACROSANTI che qualcuno deve pur far rispettare e controllare che rispettati,lo siano..
MA..IO,preferisco lasciare questo ruolo ad altri..
a te magari,che so che sarai un grande..come in tutte le cose che fai
..QUESTO lo dico senza giudicare niente e nessuno,tantomeno te,ci mancherebbe altro..
ognuno è libero di vivere ed esercitare il diritto dalla prospettiva che ritiene più adatta..e..a volte,le più prospettive,si possono incontrare,nella figura di questo avvocato per esempio che..beh..alla fine, si associa alle richieste dell’accusa.
Carissimo
perdonami se non essendo molto pratico nella visitazione del blog non so capire quale sia il tuo nome.
E’ prezioso ed incoraggiante per me scoprire che un giovane si riconosce in cose che dico da anni ma che, come puoi facilmente immaginare, non tutti comprendono e tantomeno condividono. Riguardo al commento qui postato devo solo precisare che il mio essermi associato alla richiesta dell’accusa consisteva nel condividere l’entità della pena che il PM aveva chiesto al Giudice, siccome proporzionata al fatto come ricostruito ed alle altre circostanze : non ho tradito dunque il mio mandato di difensore ma semplicemente mi sono ritrovato a condividere incidentalmente con l’accusa una medesima valutazione delle risultanze dibattimentali “in scienza e coscienza” come si usa dire.
Ma questo tu lo avevi già compreso, a differenza di altri, e sono certo che sarai un ottimo Collega, perchè a mio parere un avvocato è prima di tutto un uomo (o una donna) e soltanto dopo un tecnico, e se tu da giovane sei già così saggio, con l’andare del tempo e con l’esperienza potrai solo migliorare.
I miei più cari auguri.
Andrea Falcetta
Caro Avv.Falcetta,
le sue parole hanno rafforzato l’intento che ho avuto dal primo giorno di università: la professione dell’avvocato, come molte altre professioni, non può e non deve scendere a compromessi. Deve prescindere dalle logiche del profitto ad ogni costo e ispirarsi a ideali di giustizia e equità. Certo, il mio potrebbe sembrare un discorso utopistico e moralista, che in realtà trova conferma nelle sue parole e nel suo lavoro. Associarsi alla richiesta dall’accusa rappresenta per me un esempio che vorrò portarmi dietro.
Spero in futuro di diventare effettivamente l’avvocato che vorrei essere.
Per adesso continuo lo studio matto e disperato che lei conoscerà bene.
Saluti
Davide
In bocca al lupo Davide.. hai scritto matto e disperato invece che matto e disperatissimo…vuol dire che siamo un pò più fortunati di Leopardi, per lui studiare significava solitudine mentre per noi studiare poterci muovere, un domani, nel sociale…continua pure i tuoi studi con serena fiducia, la vita sa premiare, sia pure con ritardo, le buone intenzioni…e quando avrai finito gli studi mandami una mail, la trovi sul mio sito che ho riportato qui nel postare il commento
a presto
Andrea Falcetta
Davide sei mitico!
w la professione così intesa!
saluti
ciccio
Davide sei mitico!
w la professione così intesa!
saluti
ciccio