Un giornalista dell’Independent racconta i suoi 7 giorni privo di cellulare, pc, iPod, tv digitale, navigatore ecc…
LONDRA – Si può vivere una settimana senza pc, telefonino cellulare, navigatore satellitare, tv digitale, videogames e iPod? Ovvero, senza tutte le diavolerie tecnologiche inventate negli ultimi 25 anni? Il giornalista inglese Dom Joly, “gadgetaholic” per sua stessa ammissione, ci ha provato e il racconto dei suoi esilaranti sette giorni “tecnology-free” è finito sul quotidiano britannico «The Independent».
«Passo tutta la mia giornata al computer – ha spiegato Joly – con la scusa che devo lavorare, ma in realtà la mia famiglia sa che è un pretesto. Sono letteralmente affascinato da tutto quello che è tecnologico, per questo quando il giornale mi ha chiesto di fare l’esperimento, mia moglie mi ha riso in faccia. Ma ho deciso di accettare ed ecco qui il diario dei miei terribili sette giorni».
DOMENICA ORE 23.35 – «Fra venticinque minuti dirò addio ai miei amati gadget. Ho salutato gli amici su Facebook, anche quelli che non ho mai visto, e ho avvisato il mio agente su quello che sto per fare, lasciandolo completamente senza parole. A quel punto, realizzo che per tutta la settimana non potrò ascoltare la musica, visto che tutti i miei cd sono caricati sul mio laptop e sul mio iPod, e vado nel panico».
DOMENICA ORE 23.59 – «Spengo il computer per la prima volta in due anni e la metto (sì, avete letto bene: è una signora) nel suo fodero e quindi in un cassetto. Stacco il mio cellulare e anche l’iPod: adesso sono davvero solo».
LUNEDI’ ORE 12.10 – «Di solito, mi addormento con la radio. Che, però, è digitale, perciò proibita. Risultato: dormo malissimo e alle 6 di mattina sono già sveglio. Quindi, vado in palestra per la prima volta in tre anni e quando torno a casa, realizzo che non posso usare il computer, così mi metto a svuotare la lavastoviglie. Oddio, che ne sarà di me?”.
LUNEDI’ ORE 16.00 – «Guido fino alla discarica e mi perdo senza il navigatore: così, per un viaggio di mezz’ora, impiego due ore. Una volta a casa, risistemo tutta la mobilia del piano di sopra e, appena finito, pulisco la cucina. Stacey mi guarda adorante: i casi sono due, o muoio di stanchezza o divento il miglior marito del mondo. Ho la netta sensazione che ci sia un’importantissima mail che mi aspetta nella mia “inbox” per propormi di recitare in un film di Hollywood insieme con Angelina Jolie e che l’offerta scadrà venerdì, ma devo essere forte. Prendo i cani e vado a fare un giro».
MARTEDI ORE 13.00 – «Faccio lezione di golf, sistemo le tende e vado ancora in palestra. Mia moglie è così deliziata che mi chiede di raggiungerla a pranzo in un locale carino. Ci vado ma non la trovo, così vedo un telefono pubblico e faccio per chiamarla, quando mi rendo conto che non so il suo numero di cellulare, perché è nella memoria del mio cellulare, che è a casa. Spento. Alla fine, mangio da solo».
MARTEDI’ ORE 16.00 – «Devo scrivere la mia solita rubrica per l’Indy (“L’Independent”, ndr) e devo farlo a mano. Credo di non aver più scritto qualcosa con una penna da almeno 10 anni e già alla quinta riga devo smettere perché mi fa male la mano. Finalmente, riesco a finire e detto il pezzo alla dimafonista del giornale, ma ci metto una vita perché non riesco a decifrare la mia scrittura».
MARTEDI’ ORE 22.00 – «Posso guardare solo i canali tv analogici e mi annoio subito, così obbligo Stacey a giocare a Scarabeo con me e, mentre aspetto il mio turno, penso ai miei amici di Facebook. Però, incredibilmente, tutta questa faccenda comincia a piacermi e inizio a sentirmi più forte».
MERCOLEDI’ – «Vado fuori Londra con il treno. Sono senza cellulare e ho una serie di appuntamenti difficili da coordinare. Non posso nemmeno andare online, come faccio di solito e sono davvero annoiato. Ovviamente, il treno è in ritardo e cerco un telefono pubblico per avvisare, ma non ho moneta e così perdo il primo appuntamento. Pranzo con un pezzo grosso dei media che ha tre cellulari sul tavolo: provo a fare la faccia scocciata, ma uno di questi è un iPhone che ha comprato a Los Angeles e non posso non guardarlo ammirato. Durante il viaggio di ritorno, cerco di rilassarmi ma il mio vicino comincia un’inutile conversazione telefonica e mi innervosisco talmente che vorrei prendergli il cellulare e buttarglielo giù dal treno. Invece, mi faccio un whisky».
GIOVEDI’ ORE 8.00 – «Tolgo il mio computer portatile dal cassetto e mi metto a fissarlo. Poi lo rimetto a posto e vado a fare un giro con i cani».
GIOVEDI’ ORE 16.00 – «Cerco di guardare i programmi pomeridiani alla tv, ma sono davvero deprimenti. Come scegliere fra il cianuro e la cicuta. All’improvviso, c’è un black-out: normalmente, andrei in totale panico; invece, leggo un libro a lume di candela e mi sento totalmente in pace. Oddio, speriamo di non diventare un uomo noioso».
GIOVEDI’ ORE 21.00 – «La luce è tornata e ho una voglia folle di giocare ai videogames, ma scelgo lo Scarabeo».
VENERDI’ ORE 21.00 – «Sono stato ancora in palestra e comincio a vedere i muscoli. E’ davvero una cosa eccitante. Devo scrivere un altro pezzo, sempre a mano, ma questa volta resisto un po’ di più, anche se è davvero fastidioso e mi devo fermare a contare le parole ogni volta».
VENERDI ORE 24.00 – «Sento parlare delle code per l’iPhone fuori dai negozi della Apple e rido di queste persone così tristi e materialiste…. Mi ricordo che di solito quello è il giorno in cui posto la mia rubrica su Facebook per quelli che non leggono l’Indy e così esco con i cani, che ora mi adorano più di un osso».
SABATO ORE 8.00 – «Mi sveglio con la testa sgombra e una bella sensazione. Questa settimana mi sono caricato, mia moglie mi ama ancora e io mi sento davvero bene. Mi rendo conto che internet mi succhia tutto il tempo libero. Ok, serve quando per esempio sono sul treno, ma forse da lunedì, quando tornerò ai miei gadget, dovrei cominciare a limitare il tempo in cui navigo».
SABATO ORE 12.00 – «Sono stato in palestra e a passeggiare con i cani, ho svuotato la lavastoviglie, portato della legna e pulito il giardino delle rose. Stacey inizia a parlare di rinnovare i nostri voti».
SABATO ORE 18.00 – «Manca un giorno alla fine ma non mi importa. Cucino e gioco a Scarabeo dopo aver messo i bambini a letto e raccontato loro una storia. Mi sento un “Super Papà».
DOMENICA ORE 11.00 – «Vado a Londra per vedere mio padre sfilare al “Remembrance Day”, ma non avendo dietro il mio cellulare non riesco ad incontrare nessuno della mia famiglia nel parco di St. James. Quando finalmente li vedo, nessuno di loro crede alla mia storia dei gadget e pensano che sia una scusa per aver saltato la parata».
DOMENICA ORE 24.00 – «Finalmente sono online. Ho 98 richieste di “amici” su Facebook che mi porterà a superare quota 1000, ma non sono così eccitato come pensavo. Ho 112 mail, la maggior parte delle quali mi suggerisce un modo per allungare il mio organo sessuale. Non ce n’è una davvero importante e sono sconcertato. Decido perciò di riorganizzare i miei gadget: di certo, computer e telefonino mi sono utili, ma tutti gli altri non sono che una distrazione, così stabilisco di limitarne l’uso da lì in avanti a mezz’ora al giorno. Salvo la tv digitale solo perché adoro un programma giapponese e la radio perché posso ascoltare tutti canali della nazione. Ho anche bisogno del mio iPod, visto che c’è dentro tutta la mia musica, e di certo mi servirà il commutatore di voce nel caso in cui venissi rapito… Forse, però, pensandoci bene, potrei sbarazzarmi della penna che traduce. Qualche offerta?».
LUNEDI’ ORE 10.30 – «Mi sono comprato un iPhone. Ragazzi, è stupendo!»
1settimana senza pc,ipod,palmare..si può!
27 11 2007Commenti : 2 Commenti »
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Uguale A Lei Testo Laura Pausini
18 11 2007
Lei il viso che non scorderaiL’orgoglio ed il coraggio lei
Come un tesoro l’oro dentro gli occhi suoi
Lei l’estate che ricanterai
il giorno che ricorderai
e mille cose che non sai
che può insegnarti solo lei
lei la tua ragione il tuo perché
il centro del tuo vivere
la luce di un mattino che,
che non perderai lei lo
specchio dove tornerai
dove ti riconoscerai
semplicemente come sei, uguale a lei.
Lei l’estate che ricanterai
il giorno che ricorderai
e mille cose che non sai
che può insegnarti solo lei
lei regala i suoi sorrisi senza mai
svelare al mondo quando non ne ha
privando il suo dolore libertà,
lei forse è l’amore che non ha pietà
che ti arricchisce con la povertà
di un gesto semplice che eternità
lei la tua ragione il tuo perché
il centro del tuo vivere
la luce di un mattino che,
che non perderai
lei lo specchio dove tornerai
dove ti riconoscerai
semplicemente come sei
esattamente come lei
lei….lei…..lei…..
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L’arte..a Palermo
17 11 2007
“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita: vano delle scene il diletto ove non miti a preparar l’avvenire”
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Limiti (inconfessati) dell’iPhone
8 11 2007..divertente botta e risposta che mostra i limiti del tanto pubblicizzato cellulare di casa Apple, l’iPhone. Limiti che, a quanto sembra, non sono da sottovalutare. Forse sarà meglio aspettare la versione 2…
John: Pronto… ciao Mary, sono John, ho una novità splendida!
Mary: Ciao John, che succede di bello?
John: Ho comprato un iPhone! Vieni che te lo faccio vedere!
Mary: Pure io ho comprato un nuovo cellulare una settimana fa!
John: Si ma questo è diverso, molto diverso… starai a vedere!
Mary: Ok, arrivo subito. A proposito, ti è arrivato l’MMS con la foto che ho fatto oggi al mare?
John: No, non mi è arrivata, mi spiace, non posso ricevere MMS.
Mary: Ah, devi ancora settarlo?
John: No, proprio non li gestisce.
Mary: Ah, OK, peccato, ci vediamo da te, arrivo subito, aspettami!
Din Don…
John: Ciao Mary, vieni, entra! Guarda che bello!
Mary: Dai, che carino!
John: Guarda questa foto, è il cane di Stan, l’ho fatta prima!
Mary: Mandamela dai, è troppo carino!
John: Eh, non posso mandartela…
Mary: Perché, non ha il Bluetooth?
John: Si, si, lo ha, ma non ci posso mandare file, è solo per gli auricolari…
Mary: OK, non ti preoccupare, andrò a trovare Stan e gli farò una foto col mio. Dai, dimmi, cos’ha di bello il tuo cell?
John: Tante cose, per esempio vai su internet!
Mary :Anche col mio… mostrami un po’, vai qui, c’è un sito bellissimo. Attento che è un pochino spintino però… dopo non farti venire strane idee, ricordati che siamo solo amici eh…
John: Non ti preoccupare, sai che sono un angioletto, dai che proviamo… ahem.. aspetta… non me lo carica… mi sa che è in Flash…
Mary: OK, dai lascia stare… fammi un filmino da mandare su YouTube, ti mostro il mio nuovo costume da Cheerleader!
John: Eh, non posso fare filmini… se vuoi una foto!
Mary: Vabbè dai, lascia stare. Ti va se stasera ci sentiamo via Instant Messaging, l’ho appena installato sul mio e vorrei imparare a usarlo…
Mary: Beh, installalo dai!
John: Purtroppo non si possono installare applicazioni nel mio cellulare.
Mary: Ah, beh, non ti preoccupare, allora tu mi scriverai con il computer e io ti rispondo col mio cell.
John: Eh, purtroppo non mi hanno ancora messo la DSL a casa.
Mary: Beh, usa il cellulare come modem!
John: Non si può, non fa da modem…
Mary: OK, chiederò a Stan allora dai, non ti preoccupare. Ora mostrami i giochi dai! Io ne ho un sacco in Java, sono bellissimi, se vuoi te li passo…
John: Purtroppo non supporta Java, mi spiace.
Mary: John, carino il tuo cell ma sei sicuro che non ti abbiano tirato un pacco dove l’hai preso?
John: Eh… ahem… si, insomma… dicono che migliorerà in futuro…
source:Dynamic & Italia Mac
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Guy Fawkes
7 11 2007

Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno delle congiure delle
polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto nel
tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l’uomo? So che il suo nome era
Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento
inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d’uomo era? Ci insegnano a
ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire. L’uomo può
essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo
ancora una volta un’idea può cambiare il mondo. Io sono testimone
diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per
nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può
baciare un’idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non
sanguinano, non provano dolore… le idee non amano. Non è di un’idea
che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla
mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai.
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